sono queste le parole con cui amava esordire quando salutava.
Due semplici parole. Due. Semplici così come lo era lui, ma dove trasparivano tutta la sua bontà, ospitalità e volontà di tirar fuori
da ognuno di noi quello che dentro si era veramente. Dei campioni!
Ci credeva così a fondo da porci sul suo stesso livello, un livello così ineguagliabile nei fatti che grazie alla sua presenza ci
sembrava di intuire, di toccare, di essere davvero quello che lui vedeva che fossimo. Dei campioni!
Riviveva in ognuno di noi tutte le sue gioie, dimenticando le sue paure (se mai ne avesse avute), perché queste non scorgessero in noi,
cosicchè la sua presenza ci desse la forza di tirar fuori il meglio di noi stessi.
Gianfranco
Quello che per me è stato prima di tutto un fratello, un insegnante, un padre, un mentore, lo potevate intuire in voi dal semplice saluto
che vi rivolgeva, infondendovi vigore ed energia, era in grado di sostituirsi a qualsiasi figura.
Era questa la sua forza, il suo karma, la sua professione, essere nato per fare il Maestro.
Lio, diminutivo di Emilio che deriva dalla parola Emulo, colui che è nato per essere emulato, seguito, copiato.
Di tanto in tanto mi sovvengono delle parole dei suoi innumerevoli insegnamenti e tra questi ricordo una volta che disse:
“Non c’è vita degna di essere vissuta se non si è trasmesso qualcosa”.
Credete in voi stessi e trasmettetelo alle generazioni future perché questa era la volontà di colui che verrà ricordato come
l’indiscusso Campione e Maestro.
Chi non teme la morte, come solo lui era in grado di fare, può sorridergli. Consapevole ora di rivivere in ognuno di noi.
“Hai vinto anche sulla morte Campione”.



